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Album dell'anno 2015 1° classificato

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Rino Cordella vincitore del concorso Album dell'anno 2015

Ciao Rino, grande risultato, immagino sarà stata una bella soddisfazione ottenerlo, qual’ è stata la tua prima emozione quando hai capito che il tuo lavoro si sarebbe piazzato al primo posto?

 
Beh! Non ho avuto una prima emozione, ma sono stato investito da una valanga di emozioni nello stesso momento : incredulità, gioia stupore…
Onestamente speravo di piazzare il mio album nelle prime dieci posizioni. Ma via via che venivano presentati i lavori dei colleghi mi rendevo conto che il livello artistico generale era molto alto. Davvero non avrei mai creduto di arrivare primo su cento.
  
Il matrimonio che hai presentato è stato scattato a New York, questo a dimostrare la tua grande capacità di interpretare luoghi e persone. Come hai gestito lo shooting e come ti sei preparato?
 
Da subito ho deciso di gestire lo shooting tra  reportage e  street photography, semplicemente perché è lo stile nel quale riesco ad esprimermi meglio. Nello specifico la splendida cornice di New York esigeva, a mio avviso un approccio del genere. 
 

 
Un album non è solo scatto fotografico ma un lavoro completo, una storia raccontata e interpretata. Ci racconti come hai progettato e sviluppato l’album? La sua impaginazione, la post produzione delle immagini e la loro scelta?
 
Ho cercato semplicemente di raccontare non una storia, ma quella storia d’amore, e quindi nella selezione ho sacrificato scatti anche molto belli ma che non ritenevo utili alla costruzione del racconto. Ho scelto il bianco e nero perché più del colore era utile al racconto stesso. 
 
La coppia di sposi e il rapporto con loro hanno avuto importanza per l’ottenimento di questo risultato, in qualche modo diverso dal “solito”?
 
Devo dire che il rapporto che si stabilisce con ogni coppia prima del matrimonio, dà in ogni album un risultato diverso dal solito. 
 
Qualcosa di te, ci racconti brevemente il tuo percorso artistico e professionale?
 
Sono cresciuto a Bruxelles, città in cui sono nato, sono tornato in Italia e precisamente nel Salento all’età di 21 anni. Ho iniziato facendo video-reportage, ma il fascino del racconto attraverso le foto mi ha conquistato completamente e così dodici anni fa ho optato per la fotografia. La sete continua di orizzonti artistici sempre nuovi mi ha molto aiutato nella crescita professionale e mi aiuta tuttora.
 
Ci sono delle passioni, hobby, curiosità o altro che ritieni possano essere stati influenti in questi percorsi?
 
Sicuramente la passione per la musica e per il cinema. Ho guardato moltissimi videoclip musicali e molti film. mi hanno certamente incuriosito le tecniche di ripresa, le inquadrature, le luci, e le storie raccontate in essi. 
 

 
Le case produttrici producono un gran battage riguardo l’attrezzatura fotografica, qual è il tuo rapporto con gli strumenti che usi e quanto per te sono importanti?
 
Gli strumenti che usiamo sono certamente molto importanti, ogni fotografo deve valutare con molta oculatezza il corredo strumentale che meglio può esprimere la sua personale tecnica. 
 
Le persone che ti stanno intorno in che modo influiscono sul tuo lavoro?
 
E’ importante lavorare in un ambiente sereno e aperto. mia moglie mi supporta sempre nelle  scelte professionali, e mio figlio Luigi è anche lui un grande appassionato di fotografia, spesso i suoi punti di vista, la sua personale visione fotografica mi è davvero indispensabile.
 
Questo risultato presumi possa influire in qualche modo sul tuo lavoro futuro?
 
Onestamente spero di convincere con la mia passione non solo i giudici ma le coppie di ragazzi e ragazze che vorranno fidarsi e affidarsi a me.

© Intervista di Glauco Comoretto
 
 
 
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